Casa Dolce Casa.. Di Legno!

Scoprendo le luci, i colori, i suoni e gli odori: storia secolare del legno che sostiene case, crea spazi e dipinge vite. 

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L’architettura è di qualità quando un edificio riesce a toccarmi emotivamente. L’Atmosfera parla alla nostra percezione emotiva.” P. Zumthor

Con le feste natalizie, nei sogni a occhi aperti di tutti noi scintillano gli alberi di Natale, scoppiettano le braci dentro al camino e ci si riscalda nell’avvolgente calore di una stube e di una cioccolata calda. Solo un elemento è comune a queste immagini che emanano un così forte sentimento di casa e famiglia: il legno.

Si tratta di una materia prima, ma questa espressione ha ormai un uso così ricorrente che ha perso il suo intenso valore. Per una lingua, le prime parole create, poiché indispensabili alla relazione con l’al-di-fuori-di-sé, sono verbi come mangiare, dormire, pensare: in tedesco, questi sono detti verbi forti. E, allo stesso modo, la nostra mente percepisce il legno come un “materiale forte”: il primo strumento utilizzato dall’uomo per conformare uno spazio, adeguarlo alla vita e, poi, chiamarlo Casa.

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Il legno: un’esperienza omnisensoriale

Accompagnare la nostra quotidianità: il suo ruolo; connotare atmosfere: la sua particolarità. Questo perché è un materiale capace di coinvolgere tutti i sensi, accompagnandoci in un percorso, che spesso sfugge alla nostra comprensione razionale, ma mai alla nostra percezione emotiva.

La vista è il primo senso colpito: variabilità dei colori, imperfezioni e venature che, percorrendolo, attirano la nostra attenzione inesorabilmente. Così, la betulla sembra illuminare di luce propria una stanza: grazie al suo alto coefficiente di riflessione, determinato dal suo colore chiaro, essa contribuisce a rendere molto più luminoso un ambiente (anche fino al 50% in più). Diversamente, un legno di quercia crea un altro genere di atmosfera: con le sue sfumature e la sua peculiare composizione cromatica, sembra giocare con la luce, filtrandola e trasformandola.

Impossibile, poi, non percepire quella sensazione di calore sulla pelle che emana dalle superfici in legno, non solo legata a ricordi ed emozioni, ma determinata dalle effettive proprietà termo-fisiche del materiale. Basta pensare all’esperienza comune di sfiorare una maniglia di metallo o appoggiarsi ad una parete in legno, all’interno dello stesso ambiente: il primo allerterà immediatamente le nostre sinapsi con la sensazione di ‘freddo’, mentre la seconda, trasmettendoci calore, attiva tutt’altra sfera emotiva, evocando un senso di comfort e protezione.

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Se non altro per le poche occasioni che si hanno quotidianamente di essere soli e di godere della pace del silenzio, esperienza più rara è legata al suono del legno. Talvolta, passeggiando per il centro storico, si ha la fortuna di incappare in qualche maestro liutaio all’opera: sicuramente, la sua quotidiana esperienza lo renderà molto più attentato a descrivere come un parquet in noce o uno di mogano riproducano lo stesso suono in maniera completamente differente, alterandone frequenze alte e basse. Tuttavia, ognuno di noi può camminare o anche solo far scivolare una sfera di metallo sui pavimenti di casa e percepire la purezza del suono e le sue declinazioni sulle diversi superfici. Ogni legno ha una differente capacità di assorbire e riflettere l’onda sonora, andando a connotare il suono che si produrrà all’interno dell’ambiente.

Ancora più raro, ma altrettanto affascinante è entrare in uno spazio ed essere avvolti dall’odore del legno naturale. Ogni essenza emana una particolare sostanza che è recepita dai nostri neurotrasmettitori, attivando non solo l’olfatto, definito da Proust il senso privilegiato della memoria. “Quando di un antico passato non sussiste niente, soli, più fragili ma più intensi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l’odore e il sapore restano ancora a lungo, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, a reggere, senza piegarsi, l’immenso edificio del ricordo.”

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Alla fine del nostro percorso sensoriale, non rimane che una considerazione: come “materiale forte”, il legno coinvolge ogni sfera della vita umana, richiedendo una progettazione accurata a tutto tondo, che conosca e controlli a pieno le sue molteplici proprietà, valorizzandone le caratteristiche naturali e la completa rispondenza ai desideri dell’abitante. Il legno è l’unico materiale che può rispondere autonomamente e simultaneamente a tutti i requisiti tecnici richiesti a una struttura e alla personalizzazione legata al proprio stile di vita. Come a dire, da grandi poteri, derivano grandi responsabilità.

Alessandra Capelli

Bolzano - Trentino-Alto Adige

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